Paola Bergamini
9 Febbraio 2026
Tempo di lettura: 3 min.

DMARC: perché la policy p=none non basta (e cosa chiedono oggi i mailbox provider in più)

La policy DMARC p=none non protegge il tuo dominio. Scopri cosa chiedono oggi Google, Yahoo e Microsoft e come migliorare la deliverability delle tue email.

Negli ultimi anni le regole di recapito email sono diventate più stringenti. I principali mailbox provider – Google, Yahoo e Microsoft – stanno richiedendo agli speditori standard più elevati in termini di autenticazione, sicurezza e protezione del dominio mittente. 

In questo scenario, una configurazione DMARC di base non basta più.
In particolare, la policy DMARC p=none, ancora molto diffusa, non garantisce una reale protezione del dominio né assicura livelli di deliverability adeguati. 

Vediamo perché e cosa fare oggi per adeguarsi. 

Cosa chiedono Google, Yahoo e Microsoft in termini di DMARC

Dal 2024 Google e Yahoo hanno introdotto requisiti più severi per chi invia email, soprattutto per gli speditori più attivi.
A partire da giugno 2025 anche Microsoft (Outlook e Hotmail) si è allineata a queste regole, che puoi approfondire in questo articolo del nostro blog.  

In sintesi e semplicità: i provider oggi valutano sempre di più quanto un dominio mittente sia realmente protetto, non solo se “ha una policy DMARC”. 

Cos’è DMARC e perché è centrale per la deliverability

DMARC (Domain-based Message Authentication, Reporting & Conformance) è uno standard che serve a: 

  • proteggere il dominio da abusi e impersonificazione 
  • aiutare i mailbox provider a riconoscere le email legittime e bloccare le email illegittime 
  • migliorare il recapito delle comunicazioni autentiche 

DMARC è uno strumento di Reporting, in quanto è fondato su report giornalieri che i mailbox provider condividono con lo speditore. 

Per questo motivo, il tuo record DMARC non può limitarsi a dichiarare una policy (es: p=none), ma dovrà segnalare un indirizzo email a cui ricevere i report.  

Senza report, non è possibile sfruttare la seconda qualità del DMARC: la conformance, ovvero la possibilità di stabilire le regole di riconoscimento del proprio dominio.  

Assicurati che il tuo record DMARC abbia un tag RUA.  

Es: non “v=DMARC1; p=none”  

ma  

“v=DMARC1; p=none; rua=mailto:ruareport@tuodominio” 

DMARC è un processo che si articola in tre fasi: 

  1. Monitoraggio tramite report giornalieri: in questa fase riceverai e interpreterai, normalmente con l’aiuto di una piattaforma, i report XML sul traffico del tuo dominio.  
  1. Allineamento di SPF e DKIM: in questa fase, basandoti sui report, potrai allineare e integrare tutti i flussi di email che non rispettano gli standard SPF e DKIM (non stiamo parlando solo del traffico del tuo account MailUp, ma di tutte le funzioni di mailing collegate al tuo dominio). 
  1. Enforcement, cioè applicazione delle policy restrittive, quarantine o reject.  

Proprio su quest’ultimo punto che oggi si gioca la partita.  

Deliverability Index in MailUp: perché aggiorniamo i criteri di valutazione sulla base del tuo livello di DMARC

Alla luce di queste evoluzioni, in MailUp abbiamo deciso di rafforzare i criteri del Deliverability Index, l’indice che trovi subito in piattaforma e indica lo stato di salute e protezione delle tue email. 

L’obiettivo è fornire un’indicazione più accurata e trasparente del reale livello di protezione del dominio, evitando di comunicare una falsa sensazione di sicurezza. 

Una policy DMARC p=none (soprattutto se sprovvista del tag RUA) 

  • non garantisce protezione effettiva 
  • non riflette gli standard richiesti dai mailbox provider 
  • non può essere valutata come livello ottimale di deliverability 

Aggiornare l’indice significa aiutare i clienti a capire dove intervenire davvero. 

Cosa fare oggi per migliorare la protezione del dominio

Ecco cosa puoi fare per proteggere il tuo dominio.

Cosa fa MailUp

  • aggiorna il Deliverability Index in base ai nuovi standard 
  • offre un servizio consulenziale DMARC dedicato 
  • affianca il cliente in analisi, monitoraggio ed enforcement 

Cosa può fare il cliente

  • avviare il monitoraggio della reportistica 
  • correggere eventuali problemi di allineamento SPF e DKIM 
  • impostare una policy DMARC p=quarantine o p=reject 

 

Tutte queste attività possono essere gestite con il supporto dei nostri consulenti, senza affrontare la complessità tecnica in autonomia.  

Il nostro servizio consulenziale DMARC serve esattamente a fare in modo che tutte queste operazioni vengano svolte da professionisti tramite consulenze dedicate a te e alla tua specifica situazione.  
Se ti interessa approfondire il servizio, rivolgiti al tuo commerciale di fiducia oppure richiedi di un ricontatto compilando questo form.  

Approfondisci il tema DMARC: guarda il webinar on-demand

Se vuoi entrare ancora più nel dettaglio sul tema DMARC e sulle nuove regole di recapito imposte da Google, Yahoo e Microsoft, puoi approfondire guardando il nostro webinar dedicato. 

Durante il webinar abbiamo analizzato: 

  • come stanno evolvendo gli standard di deliverability 
  • perché una policy DMARC p=none non è più sufficiente 
  • casi reali in cui una configurazione non adeguata ha impattato il recapito 
  • quali azioni concrete intraprendere per proteggere il dominio 

Guarda il webinar on-demand a questo link 

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Paola Bergamini

Sono nata nel 1993 a Como e sono evasa dai confini della provincia per studiare a Milano, dove mi sono laureata in filosofia seguendo una passione personale. Da sempre affascinata al mondo del digital e della comunicazione, amo scrivere e arricchirmi leggendo. Come Content Editor di MailUp, mi tengo aggiornata sul mondo dell'Email e del Digital Marketing per divulgarne trend, teorie e strumenti.

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