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Paola Bergamini
23 Marzo 2021
Tempo di lettura: 6 min.

La checklist completa di email design, dalla progettazione all’invio

É online la nuova guida di MailUp sull’email design. Un approfondimento sulle best practice da seguire, dalla progettazione all’invio, per creare email originali, accessibili e responsive in 8 semplici passi.

Il design di un messaggio è il biglietto da visita con cui un brand si presenta al destinatario ed è un aspetto che incide in modo significativo su tutte le metriche on-mail.

Nell’Email Marketing, design è, infatti, sinonimo di performance: sapersi districare nel complesso universo dell’email design, tra font, immagini, GIF e call to action, è fondamentale per contraddistinguersi nell’inbox e incentivare aperture, clic e conversioni.

Abbiamo individuato le principali best practice e gli errori di email design più comuni e li abbiamo condensati in questa Guida all’email design, una checklist per guidarti in ogni fase del processo, dalla progettazione all’invio.

Ecco un’anteprima di ciò che troverai negli 8 passi della checklist.

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1. Struttura

La struttura di un messaggio è la disposizione degli elementi che lo compongono secondo un preciso ordine. Per definire la struttura, seleziona gli elementi chiave che intendi utilizzare (testi, immagini, pulsanti di CTA, ecc.) e disponili in modo organizzato all’interno di un modello.

✔️ La best practice da seguire

Stabilisci una gerarchia tra i diversi elementi da inserire e definisci un ordine

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⚠️ L’errore da evitare

Scegliere strutture disordinate e troppo complesse

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2. Colore

Il 90% delle prime impressioni che abbiamo su un determinato prodotto può basarsi esclusivamente su questo elemento. 

Fonte: Helpscout

I colori, all’interno di un’email, servono a evidenziare gli elementi chiave del messaggio e guidare l’occhio dell’utente verso l’azione da compiere. Definisci una palette di tonalità semplice e logica e associa a ogni colore un utilizzo preciso.

✔️ La best practice da seguire

Utilizza il colore in modo equilibrato per attirare l’attenzione solo su alcuni elementi del messaggio e limita la palette a due o tre tonalità

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⚠️ L’errore da evitare

Associare allo stesso colore funzioni diverse (pulsanti vs plain text per esempio)

3. Immagini e GIF

Le email contenenti immagini hanno tassi di open rate e reattività più elevati rispetto ai messaggi di solo testo, che possono risultare spesso freddi e impersonali. L’utilizzo di GIF, inoltre, può portare a un incremento dei clic fino al 42% (Fonte: MarketingSherpa).

✔️ La best practice da seguire

Mantieni un peso massimo attorno ai 50 KB per le immagini e ai 100 KB per le GIF per evitare che il loro tempo di caricamento sia troppo lungo, scoraggiando l’utente dal compiere l’azione, e che il peso complessivo dell’email comprometta la recapitabilità del messaggio.

⚠️ L’errore da evitare

Non inserire l’alt text nelle immagini e nelle GIF utilizzate, con il conseguente risultato:

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4. Call to action

La call to action è l’invito esplicito a compiere un’azione e completare la conversione. Per questo motivo è importante curare ogni dettaglio del pulsante di CTA, dal copy al posizionamento, ed effettuare continui A/B test per capire quale tipo di testo, forma e colore risultano più efficaci.

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✔️ La best practice da seguire

Assicurati che il pulsante di CTA sia bulletproof, ovvero che sia scritto in HTML per essere visualizzato correttamente in qualsiasi casella di posta

⚠️ L’errore da evitare

Non inserire alcun pulsante di CTA, non rendendo chiaro all’utente se e dove deve effettuare il clic

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Il footer è lo spazio riservato alle informazioni legate alla riconoscibilità, affidabilità e reputazione del brand. Si tratta, quindi, di un elemento da non trascurare per non compromettere il rapporto di fedeltà tra azienda e destinatario. 

✔️ La best practice da seguire

Inserisci nel footer tutte le informazioni che rientrano nella sfera trust: pulsanti social, permission reminder, link di disiscrizione, copyright, informazioni di contatto e informativa sulla privacy.

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Anatomia di un footer completo

⚠️ L’errore da evitare

Inserire le informazioni senza una gerarchia e una struttura ordinata o eccedere con la quantità, ostacolando lo scopo di trasparenza e chiarezza del footer

6. Responsiveness

Le email ottimizzate per mobile garantiscono maggiore accessibilità e tassi di clic più elevati. Quando si tratta di scegliere un template per le proprie campagne, optare per un design responsive  è la soluzione migliore se si vuole assicurare un alto livello di fruibilità dei contenuti e una maggiore leggibilità di testi e CTA. 

✔️ La best practice da seguire

Inserisci gli elementi più importanti del messaggio (ovvero testi e CTA) in pagina e non nelle immagini, affinché siano ridimensionati e riadattati per risultare leggibili da mobile e controlla la resa del messaggio su desktop e sui client mobile.

Con la funzione di Anteprima del messaggio di MailUp, dopo aver creato la tua email con l’editor drag & drop e mobile responsive BEEpuoi simulare in modo semplice e immediato la resa del design scelto sulla maggior parte dei client mobile presenti sul mercato.

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⚠️ L’errore da evitare

Utilizzare font particolari o proprietari, che creino problemi di visualizzazione su alcuni client di posta e scegliere dimensioni troppo piccole, ovvero inferiori ai 22 px per i titoli e ai 16 px per i testi.

I link sono il ponte di collegamento tra l’email e la pagina di atterraggio in cui l’utente può completare l’azione ed è importante verificarne la correttezza l’affidabilità, oltre che tracciarne l’efficacia attraverso i parametri UTM (Urchin Tracking Module).

✔️ La best practice da seguire

Verifica che ogni link inserito sia raggiungibile e corretto e controlla l’eventuale presenza in blacklist. Per tracciare l’origine del traffico in modo efficace, inserisce almeno questi tre parametri nella stringa di codice UTM: fonte, mezzo e campagna.

Nella pagina di Riepilogo del messaggio di MailUp, grazie alla funzione Chek-up del messaggio puoi controllare, con pochi e semplici clic, la correttezza e l’affidabilità dei link inseriti prima di effettuare l’invio. Consulta il manuale di MailUp e scopri di più!

⚠️ L’errore da evitare

Utilizzare gli spazi nei parametri UTM e non essere specifico nella compilazione dei campi, rendendo poco chiara l’origine del traffico e vanificando, così, l’utilità dei parametri.

8. Oggetto e pre-header

Pur non facendo parte propriamente dell’Email Design, l’oggetto è il primo elemento del messaggio con cui l’utente entra in contatto e ne determina l’apertura nel 35% dei casi. 

L’elemento complementare all’oggetto è il preheader o sommario, un ulteriore spazio che è buona prassi compilare per poter comunicare informazioni aggiuntive e incentivare l’utente all’apertura.

✔️ La best practice da seguire

Sii chiaro e specifico nella compilazione dell’oggetto, anticipando il concetto chiave del messaggio. Aumenta l’efficacia di questo elemento utilizzando campi dinamici ed emoji.

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⚠️ L’errore da evitare 

Dare troppa enfasi alla convenienza e al vantaggio dell’email e utilizzare un tono di eccessivo entusiasmo, dando all’oggetto una patina spammy che disincentiva le aperture.

In sintesi

Se le tue email passano spesso inosservate e faticano a contraddistinguersi nell’inbox questa guida fa al caso tuo! Metti in pratica tutti i consigli e le best practice che troverai nella checklist e non dimenticarti di effettuare continui test per capire ciò che è efficace per i tuoi destinatari.

Buona lettura!Screenshot 2023 12 23 122850

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Paola Bergamini

Sono nata nel 1993 a Como e sono evasa dai confini della provincia per studiare a Milano, dove mi sono laureata in filosofia seguendo una passione personale. Da sempre affascinata al mondo del digital e della comunicazione, amo scrivere e arricchirmi leggendo. Come Content Editor di MailUp, mi tengo aggiornata sul mondo dell'Email e del Digital Marketing per divulgarne trend, teorie e strumenti.

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