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Andrea Serventi
24 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 6 min.

Direct Email Marketing: cos’è e alcuni esempi

Facciamo chiarezza su questa tipologia di email dal taglio spiccatamente commerciale, capendo come lanciarla grazie a un set di esempi da cui trarre ispirazione.

L’email è vicina a compiere 50 anni. Nata nel 1972, col tempo è divenuta un pilastro della vita di miliardi di persone nel mondo, un vero e proprio passaporto digitale.

Nel giro di mezzo secolo le email sono andate diversificandosi a seconda della funzione. Ecco, ad oggi, le quattro grandi famiglie:

  • Email personali
  • Email transazionali
  • Email pubblicitarie (direct email) 🚩
  • Newsletter

Abbiamo contrassegnato con una bandierina rossa la famiglia che approfondiremo in questo articolo, quella delle email pubblicitarie (sulle altre puoi trovare molti approfondimenti in questo blog o su MailUp Academy).

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Che cos’è il Direct Email Marketing

Al giorno d’oggi si sente più spesso parlare di DEM piuttosto che di Direct Email Marketing. Il primo (acronimo del secondo, come forse saprai) ha rimpiazzato il secondo nell’uso comune. Significano la stessa cosa, soltanto che DEM ora si riferisce alla singola email.

Sciogliamo l’acronimo, e cerchiamo di dare una definizione di Direct Email Marketing: si intende quell’insieme di attività finalizzate alla creazione di email che promuovono direttamente un prodotto o un servizio, grazie a un design grafico realizzato in HTML o tramite un editor drag & drop. L’obiettivo dell’email marketing è quasi sempre il clic, che rimanda il destinatario alla pagina del sito del brand.

Se la newsletter ha una funzione più informativa – con l’obiettivo primario di coltivare l’interesse dei destinatari e mantenere il contatto – la DEM punta all’obiettivo concreto della promozione e della vendita.

Secondo recenti studi:

» Il 49% dei clienti dichiara di voler ricevere email promozionali dai loro marchi preferiti su base settimanale (Statista)
» Quasi l’80% dei professionisti nella vendita al dettaglio indica l’email come uno dei principali fattori di acquisizione e fidelizzazione dei clienti (eMarketer).
» Per ogni dollaro speso per l’Email Marketing produce un ritorno medio di 38$  (Litmus).

Come forse saprai, il Direct Email Marketing senza consenso è vietato: non si possono infatti  inviare email per pubblicizzare un prodotto o un servizio senza prima aver ottenuto il consenso del destinatario (anche quando si tratta del primo invio). Per tutte le informazioni sulla normativa, in questa area di MailUp Academy trovi tanti contenuti e approfondimenti.

Per fare Direct Email Marketing un’azienda ha due possibili strade da percorrere:

1. Invio di DEM su liste di terzi (in affitto) 👎

Quando la nostra DEM è inviata a liste di indirizzi non di nostra proprietà, si parla di liste in affitto, anche se spesso – in passato – si è usato per questo genere di azione il termine di DEM.

Non tiaspettare di ricevere un Excel con migliaia di indirizzi a cui inviare.L’editore o il portale che detiene la lista non la cederà a nessuno, se non auna concessionaria.

Quello che si può fare è pagare l’editore per poter inviare un nostro messaggio pubblicitario alla sua lista di indirizzi, siano questi email o numeri di cellulare. In questo caso la nostra azienda pagherà un costo per ogni invio effettuato. Si parla in gergo di CPM (costo per mille). Ad esempio una lista venduta a CPM 20 significa che pago 20€ ogni 1.000 messaggi inviati.

2. Invio di DEM alla propria lista 👍

È la modalità più efficace tra le due, la più consigliabile senza ombra di dubbio, in primis perché ci consente di inviare la nostra promozione a un target di destinatari che, essendo di proprietà, conosciamo.

In secondo luogo perché la platea di destinatari sarà composta da utenti che hanno lasciato un esplicito consenso a ricevere messaggi della nostra azienda; ci conoscono e di conseguenza saranno più disposti ad ascoltare quello offerte, promozioni e ogni altro tipo di comunicazione.

Importante è inoltre è dare a quell’utente la possibilità di ritirare il proprio consenso, disiscrivendosi e scegliendo di non ricevere più altri invii promozionali in futuro.

La gestione dei disiscritti

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Ricorda sempre di ottimizzare l’email per il tab Promozioni di Gmail

Gmail è il client di posta più diffuso al mondo. Per questo merita qualche accortezza in più, a maggior ragione da quando ha introdotto il tab Promozioni, nato per migliorare l’esperienza dell’utente, filtrando le email in schede in base al mittente e al contenuto.

Inoltre, proprio quest’anno, Gmail ha lanciato un nuovo aggiornamento: le annotazioni nella scheda Promozioni, che aiuta le aziende a evidenziare:

  • Logo
  • Sconto
  • Data di scadenza
  • Anteprima di un’immagine
gmail promozioni tab

Queste note  vengono visualizzate nell’anteprima della posta in arrivo su Android e iOS, offrendo maggiore visibilità agli aspetti chiave della campagna.

Il ranking delle email si basa sui filtri specifici di Google e le metriche di coinvolgimento dei clienti influiranno sulla visibilità della tua email. L’uso delle annotazioni di Gmail aiuterà la tua email a qualificarsi come “Migliore offerta”.

Alcuni esempi di Direct Email Marketing

Sconti e offerte speciali

È il genere di Direct Emai Marketing più classico e a cui prestare più attenzione, perché potenzialmente fastidioso quando non rilevante per il destinatario. Per questo il consiglio è di effettuare sempre un’attività di segmentazione e personalizzazione prima di inviare la DEM (ad esempio, meglio non inviare un codice sconto a qualcuno che, appena il giorno prima, ha acquistato a prezzo pieno).

Ecco unesempio di offerta speciale:

halloween offerta speciale

Le holiday offer

Tutti si aspettano di ricevere più email durante le vacanze. Ricorrenze festività sono spesso il semaforo verde per un maggior flusso di DEM che promuovono prodotti e servizi intonati all’occasione. Ecco un esempio da Tod’s:

san valentino

Lancio di eventi

Hai due opzioni quando si tratta di annunciare eventi via email. Puoi fare l’annuncio con una newsletter, quindi scegliendo un taglio più informativo, oppure inviare un’email più finalizzata a raccogliere iscrizioni e staccare biglietti. A noi, in questo post, interessa la seconda email. Ecco un esempio:

evento email

Email di upgrade

Sono email con cui accompagnare l’utente/cliente a un livello superiore del servizio/prodotto. Un ottimo esempio, che probabilmente conoscerai, è Spotify, che periodicamente invita gli utenti a evolvere alla versione Premium della piattaforma.

spotify upgrade

Email “Did You Know?”

Prova a capire quanto i clienti conoscono il tuo prodotto. Scoprirai che hanno una conoscenza parzialissima.

Le email “did you know” sono ottime per gli utenti in fase di onboarding o gli inattivi. Queste email possono avere un taglio promozionale (invitando a un upgrade, ad esempio) o limitarsi a comprendere il comportamento dell’utente.

Pinterestinvia ottime serie di onboarding, spiegando come utilizzare le funzioni.

pinterest email

Email di scuse

Dire “scusa, mi dispiace” per un’azienda può essere davvero difficile, ma a volte deve essere fatto.

Se hai lasciato interdetti – per qualsiasi ragione – utenti o clienti, l’email di scuse è sempre un’ottima idea (hai anche la possibilità di rinfrancare il destinatario con un omaggio o una promo).

email scuse

Per concludere

Il Direct Email Marketing può essere il principale motore di ricavi e fidelizzazione dei clienti. Gli esempi che abbiamo selezionato sono solo alcune delle possibilità offerte dal canale email.

Il nostro consiglio è quello di iniziare a mettere mano alle tue prime campagne: puoi farlo affidandoti a una piattaforma di invio professionale come MailUprichiedi una consulenza senza impegno con i nostri esperti.

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Andrea Serventi

Sono nato nel 1986 a Milano, dove mi sono laureato in lettere moderne e ho iniziato a scrivere di tante cose per quotidiani online, magazine e notiziari tivù. Convertito al marketing e al mondo digital, sono content editor di MailUp: leggo, ascolto, raccolgo spunti e scrivo, per raccontare cos'è l'email marketing e come renderlo strategico.

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